L’oppio è l'essudazione essiccata del lattice del papavero da oppio (Papaver Somniferum). Grezzo, di solito l'oppio commercialmente reperibile assume la forma di un pezzo di catrame nero con un odore caratteristico e un sapore amaro. La droga è spesso associata a fantasie erotiche. Inoltre, può provocare nel consumatore pensieri impetuosamente voluttuosi, sensazioni, visioni e sogni.
In dosi moderate ha effetto stimolante sul ganglio spinale associato all'erezione maschile e all’orgasmo femminile, sia vaginale che clitorideo.
In generale ha effetti rilassanti e sedativi sul corpo-mente, ma stimola notevolmente i feelings erotici a livello sia mentale che fisico. Ha anche un'azione semianestetizzante se applicato sui nervi superficiali del glande, della vagina e dell’ano, non sufficiente tuttavia per ostacolare sensazioni voluttuose.
Infatti, può accrescere queste sensazioni ritardando l'orgasmo e favorendo la crescita, durante l'atto sessuale, di una stimolazione più profonda e di una gratificazione dei nervi sottostanti raggiungendo l'autentica essenza erotica di ogni individuo.
L'orgasmo, sia maschile che femminile, è più profondo e intensamente soddisfacente se le sensazioni erotiche vengono lasciate costruire lentamente e costantemente durante l'atto. Se questo non avviene, le sensazioni dell'orgasmo sono probabilmente più superficiali.
D'altra parte, se c'è da ambo le parti un crescendo costante e graduale verso l'orgasmo, l'intero plesso solare si cosparge di sangue e si carica di energia neurale. In ultima analisi a livello fisico l'intera esperienza sessuale diventa più profonda e densa di significati, e l'orgasmo, quando raggiunto, è saturante e totalmente appagante. Questo ultimo orgasmo è meglio raggiunto attraverso una pratica paziente, in sintonia con le sensazioni erotiche individuali, esercitando un po' di controllo o incanalando le energie emotive soggettive, attraverso lo sviluppo di sentimenti genuini nei confronti del/la partner, e con discipline psicofisiche preposte al rallentamento di una “esaustione” prematura. Le tecniche di yoga hatha e tantra sono le più diffuse. Molte persone trovano che determinate droghe, come l'oppio, aiutano a far emergere una costruzione graduale e un orgasmo completo. Se una persona non ha mai avuto un orgasmo profondo, potrebbe avere senso l'utilizzo di una droga come questa, non fosse altro che per darsi la possibilità di ottenere un'esperienza simile.
Comunque sia ogni persona dovrebbe imparare attraverso la pratica ad ottenere gli stessi risultati senza l’utilizzo di alcuna sostanza.
Inoltre, bisognerebbe segnalare che l'uso occasionale di oppio, se assunto in piccole dosi, può avere effetti e risultati erotici e sensoriali piacevoli, mentre l'utilizzo smodato ed eccessivo può indebolire la potenza sessuale.
L'abuso può anche indebolire il corpo in generale, ridurre la resistenza degli anticorpi, e degenerare nella dipendenza.
Ci sono molti modi per utilizzare l'oppio. Il più conosciuto è fumarlo. Se non lo si fa correttamente, la maggior parte della sostanza andrà persa e si esperirà un’alterazione minima se non addirittura nulla. Spesso un fumatore di marijuana aggiunge pezzetti di oppio alla propria erba e fuma questo mix in una canna o in una pipa. E’ un grande errore. Il calore che sviluppa la marijuana bruciando è troppo intenso, e la maggior parte dell'oppio andrà persa prima di poter raggiungere i polmoni.
In realtà, non si dovrebbe fumare l'oppio; lo si dovrebbe vaporizzare. Uno dei modi migliori è giocare con un piccolo pezzetto tenendolo tra il pollice e il dito medio dandogli la forma di una pallina di diametro circa 0,3 cm. Quindi mettere la pallina in un braciere di ottone collegato ad una lunga canna da pipa. La pipa deve essere inclinata secondo un angolo che non permetta all'olio dell'oppio di ritirarsi dentro la canna.
La fiamma del fiammifero o della candela deve essere tenuta sotto il braciere d'ottone in modo che tocchi solo superficialmente la parte superiore del braciere stesso. Non appena il braciere si scalda l'oppio si liquefarrà, si gonfierà e spumeggerà (schiumerà). Da tutto questo emergerà un vapore bianco.
Nel momento in cui il vapore appare, si inizia l'inalazione profonda con la parte superiore dei polmoni. Il vapore viene trattenuto per un attimo e quindi lentamente esalato. Il residuo lasciato nella pipa da oppio è conosciuto come "scoria" (dross, scarto). Dato che la scoria è ricca di alcaloidi, fumarla può dare delle "botte-pezze" ulteriori; nel condurre questa operazione i neofiti dovrebbero essere guidati da consumatori esperti.
Una tecnica “povera ma veloce” di assunzione dell’oppio che si va diffondendo in occidente consiste nel tagliare a metà una bottiglia di plastica, lasciando su un lato, alla base del taglio, una fessura in cui passi la lama di un coltello da cucina, possibilmente a punta tonda. Si deposita la pallina di oppio modellata con le dita su una superficie di acciaio (il fondo di una buona pentola girata al contrario può andare bene), si copre la pallina con la bottiglia tagliata e nella fessura si introduce il coltello con la lama arroventata su fiamma (facendo ovviamente attenzione a non toccare la plastica), premendola sull’oppio. Dal collo della bottiglia si aspirano fumo e vapore che si generano nella combustione. Anche questa tecnica produce parecchio residuo ancora ricco di alcaloidi che può essere riutilizzato.
Ma l'oppio, meglio ancora che fumato o vaporizzato, dovrebbe essere ingerito. Gli effetti dell'ingestione sono di durata maggiore anche se la salita è più lenta (30-60 minuti). Bisogna mettere un pezzetto d'oppio (1\4 o 1\2 gr.) sotto la lingua e farlo sciogliere lentamente dai succhi. Oppure la stessa quantità può essere dissolta in mezza tazza d'acqua calda sorseggiata centellinandola lentamente.
Molte persone sono colte dalla nausea poco tempo dopo aver assunto l'oppio, mangiandolo o inalandolo. Se la droga viene assunta per via ingestiva gradualmente in un arco di tempo che va dai 45 ai 60 minuti, lo shock è minore e la nausea stessa può essere evitata.
Un altro modo di assunzione meno comune e conosciuto è prendere l'oppio per via anale come una supposta. Questa cosa potrebbe sembrare bizzarra o addirittura disgustosa per alcune persone a causa dei tabù imposti dalla nostra cultura e per via dei pregiudizi sull'ano e sulle feci.
Eppure, è uno dei modi migliori per assumere certe droghe, fra le quali l’oppio.
Le droghe prese in questa maniera sono assorbite nel nostro sistema velocemente, realmente ed economicamente. Gli effetti iniziali si manifestano prima (10-20 minuti) rispetto all’ingestione per via orale. Non ci sono acidi digestivi nel colon che possono distruggere la droga. Anche la nausea e lo shock sono minori che se ingerito. Inoltre, l'oppio sembra manifestare le proprie proprietà afrodisiache con più efficienza se si segue suddetta prassi.
Molti maschi hanno riferito che una volta assunto l'oppio per via rettale hanno mantenuto una forte erezione per un periodo maggiore del solito e hanno trovato naturale e facile impegnarsi in un profondo rapporto senza necessariamente arrivare al climax.
Quando si usa una supposta d'oppio lo stomaco dovrebbe essere vuoto. Altrimenti la maggior parte della droga andrà persa nelle feci e si sentirà un effetto scarso o nullo. Alcune persone hanno trovato di notevole aiuto pulire lo stomaco con un piccolo clistere prima di inserire l'oppio.
Oli minerali e vaselina non sono adatti per facilitare lo scorrimento nell'ano dell'oppio perchè possono impedire l'assorbimento della droga da parte del corpo. Può essere applicato poco lubrificante ai lati del dito medio, ma non in punta. Una piccola palletta di oppio viene applicata sulla punta del dito, con un altro dito si massaggia gentilmente l'ingresso anale in modo da rilassarlo e aprirlo invece di farlo serrare chiudendolo. Quindi il dito con l'oppio sopra viene inserito con attenzione e la palletta viene spinta in fondo fino alla fine del canale rettale.
A volte, specialmente se l'oppio è fresco, verrà liquefatto dal calore del retto prima di poter essere spinto fino in fondo.
Ma questo inconveniente può essere evitato applicando del borotalco o della farina sulla palletta. Inoltre la palletta può essere conservata in frigo fino al momento dell'uso.
Molte donne trovano che l'utilizzo rettale dell'oppio stimola la fantasia e il desiderio sessuale rilassando i muscoli dello sfintere sia dell'ano che della vagina. Per molti secoli in oriente la pasta di oppio era applicata nel canale rettale per rilassare i muscoli circostanti e rendere le penetrazioni anali più semplici. E' stata similarmente utilizzata nel canale vaginale delle donne quando il rapporto per alcune di esse risultava essere doloroso.
Per queste pratiche, un lubrificante anestetico può essere fatto mischiando leggermente e combinando una parte d'oppio con otto parti di crema per la pelle, meglio se naturale. La misura di un dito di questa mistura viene applicata nel canale vaginale o rettale 10 minuti prima del rapporto. Immediatamente prima della penetrazione, altra ne può essere applicata sia sui genitali del maschio che su quelli della femmina.
La potenza dell'oppio varia a seconda della freschezza, della provenienza geografica, del metodo di lavorazione, della presenza di adulteranti, etc.etc. Una persona che sperimenta questa come altre sostanze dovrebbe con attenzione determinarne la corretta dose iniziando con piccole quantità per poi aumentarle gradualmente.
L'oppio può anche essere iniettato. Questa tecnica è davvero molto rischiosa per via delle numerose impurità, e altamente sconsigliabile: troppo alto il pericolo di infezioni e troppo forte il rischio di ingenerare meccanismi che conducono rapidamente alla dipendenza, e alla “sindrome dell’ago” ovvero al piacere sottile, quasi orgasmico anch’esso, del solo atto di “bucarsi”, indipendentemente dalla sostanza che ci si inietta.
E poi in tal modo vanno quasi completamente persi i piaceri sessuali elencati prima: troppo intenso, rapido e momentaneo l’effetto…
a cura del Dott. AnOK4u2

